Nel tessuto caleidoscopico dell’esistenza umana, pochi luoghi hanno esercitato tanto fascino sull’immaginario occidentale quanto l’India, e in particolare la città sacra di Benares (Varanasi). Questa terra del sole nascente, dove il Gange, arteria vitale dell’India, scorre attraverso i vicoli labirintici di una città che da millenni è faro di spiritualità, ha incantato l’immaginazione di innumerevoli autori, poeti e cineasti. Questo saggio intende esplorare il fascino duraturo esercitato da Benares, così come rappresentato nei film d’autore che nascono da questo enigmatico rapporto.
La fascinazione per l’India, e in particolare per Benares, risale al XIX secolo, in un’epoca in cui l’Occidente attraversava una crisi identitaria di fronte alla Rivoluzione Industriale. L’Oriente, con la sua ricchezza spirituale, il suo misticismo e la sua antica saggezza, offriva un contrasto profondo con le ambizioni materialistiche dell’Occidente. Pierre Loti, ufficiale di marina e scrittore francese, incarna questa fascinazione nei suoi scritti evocativi. Nei suoi libri, come Aziyadé e Pescatore d’Islanda, Loti dipingeva ritratti vividi dell’Oriente, catturando l’essenza dei popoli, delle culture e dei paesaggi con una poesia elegante che trascendeva le barriere linguistiche e geografiche.
Uno di questi ritratti fu Benares, città che Loti descrisse come “città dei sogni, dei ricordi, delle leggende, del passato”. I suoi scritti, intrisi di stupore e reverenza, furono un precursore dei film d’autore che sarebbero venuti dopo, nel tentativo di catturare l’essenza spirituale di questa antica città.
Uno di questi film è Verso Benares, piccolo gioiello firmato da G. Vignali e G. Prata. Questo viaggio poetico e spirituale, proprio come gli scritti di Loti, evita i cliché tipici del film di viaggio e sceglie invece un’esplorazione meditativa della città e dei suoi abitanti. Girato in bianco e nero, il film cattura la bellezza senza tempo di Benares — i suoi ghat, i suoi templi, la sua gente — in modo intimo e trascendente. La cinepresa indugia sui volti di devoti, sacerdoti e mendicanti, cogliendo l’essenza delle loro vite, delle loro lotte e delle loro ricerche spirituali.
Il film, come gli scritti di Loti, è una testimonianza dell’eterna attrazione di Benares, una città che continua ad affascinare l’immaginario di viaggiatori, scrittori e registi. È una città che trascende i confini del tempo e dello spazio, che incarna l’essenza dell’India: la sua spiritualità, il suo misticismo e il suo ricco patrimonio culturale.
In conclusione, i film d’autore nati dal rapporto tra Occidente e India — e in particolare con Benares — testimoniano il fascino intramontabile di questa città antica. Questi film, come gli scritti di autori come Pierre Loti, aprono una finestra su un mondo allo stesso tempo familiare nelle emozioni umane e totalmente estraneo nelle sue espressioni culturali — uno spazio dove lo sguardo occidentale cerca significato, bellezza e trascendenza.